Alimenti concessi e vietati per la Dieta Chetogenica

Hai iniziato la Dieta Chetogenica con entusiasmo, ma poi ti sei chiesto: “Posso mangiare questo? E questo è keto?” La confusione può rendere il percorso frustrante. Ma la verità è che la chetosi non è una prigione alimentare, e con il giusto approccio, puoi ottenere risultati senza sentirti limitato.

Questa guida ti aiuterà a capire quali alimenti sono concessi, quali vanno moderati e quali è meglio evitare per mantenere uno stato di chetosi stabile ed efficace. Scopri come rendere la tua Dieta Chetogenica flessibile, sostenibile e perfettamente bilanciata per il tuo stile di vita.

Cosa si intende per “Dieta Chetogenica”

La Dieta Chetogenica è un approccio alimentare basato su un significativo ridimensionamento dei carboidrati, in genere al di sotto dei 50 grammi al giorno, al fine di stimolare la produzione di corpi chetonici. In condizioni “normali”, il corpo utilizza prevalentemente glucosio come carburante. In chetosi, invece, sposta il proprio metabolismo, sfruttando maggiormente i grassi e i corpi chetonici a scopo energetico.

Ma attenzione: il quantitativo di carboidrati ammesso non è una legge incisa sulla pietra. Ognuno di noi ha una soglia personale di tolleranza: per alcuni, 30 g di carboidrati netti al giorno possono già essere troppi, mentre altri riescono a restare in chetosi anche con 50 g (o più) di glucidi, specie se fanno attività fisica intensa.

La soglia glucidica giornaliera e chetosi

Sebbene il limite standard per le Diete Chetogeniche sia di 50 grammi di carboidrati al giorno, questa soglia può variare. Monitorare la chetosi con test su urine, sangue o respiro aiuta a individuare il proprio livello ottimale, se utile per te.

Se pratichi attività fisica intensa, potresti tollerare una maggiore quantità di carboidrati senza uscire dalla chetosi. 

Keto Adaptation: lo switch metabolico

Si parla di chetosi quando i livelli di corpi chetonici nel sangue raggiungono o superano 0.5 mmol/L. In questa fase, i corpi chetonici diventano la principale fonte di energia.

L’adattamento alla chetosi, invece, è un processo più profondo e complesso. Comporta modificazioni ormonali ed enzimatiche, che migliorano la capacità del corpo di utilizzare i grassi come carburante. Questo passaggio, noto anche come "switch metabolico", consente di passare da un metabolismo basato sugli zuccheri a uno che utilizza prevalentemente i grassi.

Quanto tempo ci vuole?
L’adattamento alla chetosi richiede circa due o tre settimane. Durante questo periodo, il corpo ottimizza l’uso dei grassi per l’energia, riducendo il bisogno di glucosio.

Come gestire questa fase?

  • Concentrarsi sulla chetosi inizialmente per massimizzare i vantaggi metabolici

  • Dopo l’adattamento, ridurre gradualmente le restrizioni e introdurre qualche carboidrato in più senza compromettere i benefici della dieta

Questo approccio permette di godere della flessibilità alimentare, mantenendo i benefici della Dieta Chetogenica senza rigidità eccessive.

Quali alimenti sono concessi in Dieta Chetogenica?

È fondamentale chiarire che non esiste una lista di cibi “da mangiare a volontà” e cibi “da evitare sempre e comunque” che valga per tutti. Il criterio più importante è il contenuto di carboidrati.

  • Proteine: carne, pesce, uova, formaggi, proteine vegetali;

  • Grassi sani: olio d’oliva, burro chiarificato, avocado, frutta secca;

  • Verdure: a foglia verde, zucchine, funghi, cavolfiore, broccoli;

  • Frutta: tendenzialmente frutti di bosco e avocado; gli altri tipi di frutta possono essere introdotti con moderazione o in piani chetogenici più “elastici”;

  • Dolcificanti: stevia, eritritolo (con moderazione, per evitare eccessi e problemi gastrointestinali);

  • Bevande: acqua, tè, caffè non zuccherati, brodo di ossa, tisane.

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Il Coefficiente Chetogenico (Keto Ratio)

Cos'è il Keto Ratio?

Il Keto Ratio (KR) è un indice che aiuta a determinare se un alimento, un pasto o un intero menù è compatibile con la Dieta Chetogenica. Si basa sul rapporto tra grassi, proteine e carboidrati, ed è un indicatore chiave per chi vuole ottimizzare la chetosi senza dover escludere troppi alimenti poiché permette di bilanciare gli stimoli pro e anti chetogenici dei vari macronutrienti. 

La formula da utilizzare è la seguente:

KR = (Grassi + 0,5 × Proteine) / (Carboidrati + 0,5 × Proteine)

Dove Grassi, Proteine e Carboidrati sono espressi in grammi. Il risultato sarà il valore del KR del pasto o menù giornaliero calcolato.

Se KR > 1, il pasto o il menù è chetogenico.
Se KR < 1, il pasto o il menù non è chetogenico.

Non è necessario escludere completamente gli alimenti con KR < 1. È possibile modificare il KR di un pasto bilanciando i macronutrienti:

  • Aumentando i grassi

  • Diminuendo i carboidrati 

  • Diminuendo le proteine magre

Ad esempio, una fonte proteica magra, come il petto di pollo, non è chetogenica di per sé, ma diventa parte di un pasto chetogenico se accompagnata da una buona dose di grassi, come burro o avocado. Questo significa che è possibile costruire pasti chetogenici anche includendo alimenti che singolarmente non lo sarebbero. 

Anche se il pranzo ha un KR inferiore a 1, il KR complessivo del menù giornaliero è superiore a 1, rendendolo chetogenico nel suo insieme.

KR: uno strumento per una dieta flessibile

Il KR aiuta a superare le restrizioni alimentari rigide della Dieta Chetogenica e favorire la chetosi, permettendo di ragionare in termini di "stimoli" che il corpo riceve. Un pasto ben bilanciato può risultare chetogenico anche se alcuni alimenti, presi singolarmente, non sembrano tali. 

Per chi segue la dieta con l'obiettivo di mantenere uno stato stabile di chetosi, il KR è un parametro chiave. Mangiare alimenti privi di carboidrati non è sempre sufficiente: se un pasto non è bilanciato in termini di grassi e proteine, potrebbe non fornire lo stimolo necessario alla chetogenesi.

Per chi segue la dieta chetogenica con l'obiettivo principale di perdere peso e migliorare il benessere generale, potrebbe non essere necessario concentrarsi troppo sui calcoli del KR. In questi casi, un approccio più intuitivo e basato su scelte alimentari consapevoli e bilanciate può risultare più pratico e sostenibile nel lungo periodo. 

Vita Chetogenica e approccio a lungo termine

Non devi escludere per sempre i carboidrati e l'alternativa alla Dieta Chetogenica non è solo una dieta mediterranea. Chi desidera mantenere la Dieta Chetogenica a lungo termine può adottare strategie come:

  • Dieta Chetogenica Ciclica (CKD) (alternando giorni low-carb a ricariche controllate di carboidrati)

  • Targeted Ketogenic Diet (TKD) per chi fa sport e desidera integrare carboidrati in momenti strategici

Questi approcci aiutano a mantenere la flessibilità metabolica ottenuta durante senza compromettere i benefici della chetosi, pur reintegrando i carboidrati

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Conclusione

Una Dieta Chetogenica efficace non significa seguire rigide liste di alimenti vietati, ma adottare un approccio consapevole ai macronutrienti. Impara a personalizzare la tua dieta per ottenere il massimo della chetosi senza sacrificare la tua flessibilità alimentare.

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Dieta Chetogenica: Miti, Verità e Come Funziona Davvero

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